Un film è fatto da un’insieme di immagini in movimento che, seguendo personaggi in vari luoghi e con campi e controcampi, racconta una o piu’ storie. Il regista, insieme al direttore della fotografia, interpretando ciò che è scritto in sceneggiatura, decide di osservare l’osservabile inquadrando la realtà da distanze diverse, cosicché essa stessa assume significato a seconda della lontananza o della vicinanza dall’azione o dai personaggi. Il terzo autore, il musicista, ha in mano un’ulteriore scelta che assume un enorme potenziale: quella di rimanere alla stessa distanza, o piuttosto di interpretare le immagini da un’altro punto di vista, quello musicale. Spostandosi cioè dall’inquadratura, e osservando l’azione, i sentimenti dei personaggi, la morale del film stesso, da una distanza privilegiata: quella datagli dalla leggerezza e allegoria che solo un’arte così effimera e misteriosa come la musica sa fare.